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INVOLTINO PRIMAVERA

Un piatto che dall’Estremo Oriente ha fatto il giro del pianeta, arrivando fino in Europa e negli Stati Uniti. Gli involtini primavera sono la bandiera della cucina cinese nel mondo e vengono preparati dai tantissimi ristoranti orientali ormai disseminati un po’ ovunque, ma anche in casa, da un numero sempre crescente di appassionati di cucina etnica, che spesso scovano le ricette sul web, recuperandole direttamente su blog e siti stranieri.

Quelli originali sono composti da un sottile involucro di carta di riso – una leggerissima sfoglia fatta con farina di riso e acqua – o pasta wonton – a base di farina di grano tenero, uova e acqua – che racchiude gli alimenti caratteristici della cucina cinese: i germogli di bambù (diffusissimi in Oriente, freschi, ma in Italia disponibili solo in scatola), i germogli di fagioli, gli spaghetti di riso ammollati in acqua, il cavolo di Pechino (simile al nostro cavolo verza ma più lungo e sottile) tagliato a striscioline, la salsa di soia (ricavata dalla fermentazione della soia e dal gusto intenso) e quella di ostriche (propria della gastronomia cantonese, è preparata facendo bollire le ostriche e unendo al liquido così ottenuto sale, zucchero e maizena per addensare). Gli ingredienti vengono stufati all’interno della wok, una tipica padella cinese dai bordi alti, e adagiati su un rettangolino di sfoglia che, spennellato con un uovo sbattuto sui bordi, viene arrotolato, chiuso e fritto.

Oggi possono essere consumati in qualsiasi periodo dell’anno, come antipasto o nel cosiddetto dim sum (che comprende una serie di piatti serviti insieme al tè), oppure venduti come street food dagli ambulanti presenti nelle strade con banchetti e carretti. La loro origine, risalente a quasi duemila anni fa, è legata però a un evento ben preciso, il Capodanno cinese, che coincide con la fine dell’inverno ed è chiamato, appunto, “Festa di Primavera”: all’epoca della dinastia Jin, che regnò nel Paese dal 265 al 420 d.C., nacque il “piatto della primavera”, una sottile sfoglia di farina da accompagnare alle verdure, che negli anni si evolse negli involtini attuali. Durante il regno dei Tang (618-907) e dei Song (960-1279) erano già famosi, tanto da essere cantati nei versi dei poeti Du Fu (vissuto nell’VIII secolo d.C.) e Lu You (1125-1210). Mangiarli, all’inizio del nuovo anno, significava “mordere la primavera” ed era un gesto scaramantico compiuto per scongiurare eventi nefasti e calamità.

 

La ricetta cinese 
Ingredienti per 20 involtini
  • Per la pasta wonton
    250 gr di farina
    Un cucchiaino di amido di mais
    Un uovo
    100 gr d’acqua
  • Per il ripieno
    12 germogli di bambù tagliati a fettine
    Germogli di fagioli
    Mezzo cavolo cinese (o cavolo verza) tagliato a listarelle
    Spaghetti di riso
    Salsa di ostriche
    Salsa di soia
    Due carote grattugiate
    Olio di semi
    Un uovo sbattuto
    Zucchero q.b.
    Sale e pepe q.b.

Procedimento
Preparate la sfoglia mescolando la farina con l’uovo e l’amido, poi unite gradualmente l’acqua e lavorate gli ingredienti fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. Tirate sottilmente la sfoglia con la macchina per la pasta e datele uno spessore di un millimetro circa, poi dividetela in piccoli rettangoli.
Per il ripieno: riscaldate la wok e versate all’interno l’olio di semi, unite i germogli di bambù e di fagioli, le carote e il cavolo. Quando le verdure saranno appassite, aggiungete gli spaghetti di riso – che avrete precedentemente fatto ammollare in acqua –, la salsa di soia e di ostriche, lo zucchero, il sale e il pepe. Terminate la cottura, spegnete il fuoco e lasciate raffreddate il ripieno.
Spennellate i bordi dei rettangoli con l’uovo, mettete al centro il ripieno, arrotolate e richiudete. Friggete gli involtini in olio di semi finché saranno diventati dorati.